Si celebra oggi la Giornata Mondiale dell’Endometriosi, istituita nel 2014 per accendere un faro su una patologia ancora poco conosciuta, ma che può essere fortemente invalidante.
L’endometriosi è una malattia che consiste nella «presenza di endometrio, mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina, all’esterno dell’utero», spiega il Ministero della Salute. Tale condizione si traduce in un ciclo mestruale spesso accompagnato da dolori cronici e persistenti, che solitamente si aggravano durante il periodo mestruale, oltre a causare dolore durante i rapporti sessuali e all’atto della defecazione. In aggiunta, l’endometriosi è strettamente collegata alla sub-fertilità o infertilità, che incorre nel 30-40% dei casi, portando dunque ad una situazione di elevato stress psico-fisico.
Obiettivo della Giornata Mondiale è proprio quello di accrescere la consapevolezza della patologia non solo nella popolazione di riferimento, ma anche nella società nella sua complessità, al fine di ridurre l’attuale ritardo diagnostico, stimato dal Ministero della Salute in sette anni.
In questo senso vanno i messaggi arrivati dal mondo scientifico e da quello politico, con la Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli che ha invitato a «sostenere le campagne di sensibilizzazione, accrescere la consapevolezza rispetto alla gravità di questa patologia, promuovere la ricerca e il trattamento specifico».
Di uguale avviso il messaggio del Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, che in un post affidato a Facebook ha ricordato come per milioni di donne l’endometriosi sia sinonimo di dolore e sofferenza.
Dal canto suo, il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha assicurato massimo impegno dell’assessorato alla salute per “giungere ad una diagnosi sempre più precoce, offrendo alle donne tutte quelle cure specialistiche che ne allevino, il più possibile, le sofferenze”, plaudendo all’inserimento delle terapie per l’endometriosi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).




















