Nel mondo occidentale è la prima volta che viene effettuato un intervento di questo genere su un paziente con distrofia muscolare di Duchenne. Il lavoro consiste nel ridurre il grado di insufficienza mitralica con una procedura mininvasiva endovascolare (MitraClip). Tale tipo di operazione può migliorare la vita dei ragazzi con insufficienza mitralica grave.
Il paziente
Roberto, poco più di vent’anni è affetto dalla distrofia muscolare di Duchenne ed è stato paziente della professoressa Marika Pane, direttore clinico dell’Uoc Nemo Pediatrico di Fondazione Policlinico Gemelli e Associato di neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Viene descritto come un ragazzo solare con tanti amici e che non sia annoia mai. Le sue passioni sono il cinema e il mare e per questo si è battuto per realizzare il primo lido inclusivo nel metapontino.
La spiegazione della professoressa
“Ad oggi la distrofia di Duchenne non ha cura e l’età media di sopravvivenza è 27 anni. Per Roberto il problema cardiologico stava diventando serio e negli ultimi temi aveva avuto varie riacutizzazioni di scompenso cardiaco gravi e ripetute”. Spiega la dottoressa Pane.
“Con la cardiologa, la dottoressa Priscilla Lamendola, abbiamo iniziato prima un trattamento con l’Entrsto, un farmaco
anti-scompenso di uso pionieristico nei pazienti con Duchenne. E lui aveva risposto abbastanza bene. Poi però nel tempo questa terapia è diventata sempre meno efficace. Ed essendoci questo problema alla valvola mitrale, la dottoressa Lamendola aveva suggerito questo intervento di correzione. Discusso il caso con il professor Trani, si è deciso che ci fossero i presupposti per procedere; questo probabilmente non impatterà sulla durata di vita di Roberto, ma di certo ne migliorerà la qualità”.




















