“Nelle nomine del Ministero della Salute compaiono, per le nomine apicali, rassicuranti ‘ritratti di famiglia’, tradizionalmente maschili. Non ne facciamo una questione politica, si tratterà certo di merito, ed è comprensibile la conferma di chi da tempo è lì e conosce la macchina. Ma l’assenza di donne ai vertici dell’organizzazione della sanità suscita non poche perplessità”, questo il commento di Sandra Morano, responsabile Area formazione femminile del sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed.
Mancanza di cambiamenti di prospettive
“Queste nomine non fanno che riconfermare un trend che condanna la sanità a viaggiare in una tranquilla continuità che la metta al riparo da cambiamenti di prospettive, nonostante un momento storico in cui è capillare e indiscussa la presenza femminile, sia nei numeri che nella responsabilità, dentro quello che resta del Servizio sanitario nazionale, dove le donne sono la maggioranza della forza lavoro”, conclude Morano




















