Farmaci, la semaglutide è stata inserita nelle linee guida europee

È in arrivo in Italia il primo farmaco a doppio bersaglio d’azione (bispecifico) per la cura del mieloma multiplo nei pazienti su cui sono già falliti altri tipi di terapie. L’anticorpo, prodotto da Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, si chiama Teclistamab ed è disponibile in Italia in CNN (fascia C, a prezzo non negoziato).

Come funziona il farmaco

Il farmaco agisce contro l’antigene di maturazione delle cellule B (BCMA) e i recettori CD3 presenti sui linfociti T, attaccando dunque direttamente le cellule tumorali, ma anche indirettamente tramite l’attivazione dei linfociti T contro di esse. Il farmaco è indicato in particolare per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo che ha dato recidive e refrattario alle altre terapie.

Teclistamab rappresenta un grande balzo in avanti nella ricerca, essendo il primo anticorpo bispecifico per il trattamento del mieloma multiplo, un tumore del sangue che colpisce ogni anno circa 4.500 persone e che ha origine nel midollo osseo ed è causato dalla proliferazione senza controllo delle plasmacellule. La malattia colpisce in prevalenza gli over 70.

Alta efficacia e accessibilità della cura

«L’arrivo di teclistamab in Italia rappresenta un significativo passo avanti per una categoria di pazienti con poche chance di rispondere alle terapie standard, fino ad oggi con poche alternative terapeutiche. I pazienti trattati con teclistamab non solo hanno ottenuto una risposta buona, o addirittura ottima, alla terapia, ma le risposte vengono mantenute mediamente per un anno e mezzo. Trattandosi di pazienti con la malattia in una fase avanzata, quest’ultimo rappresenta un risultato ottimale. Un ulteriore vantaggio di questo farmaco è la possibilità di utilizzarlo su pazienti di ogni età», commenta Elena Zamagni, dell’Istituto di Ematologia ‘L. e A. Seràgnoli’ dell’IRCCS AOU S. Orsola-Malpighi di Bologna.

In aggiunta, la formulazione sottocutanea somministrabile in regime di day-hospital e la disponibilità immediata del farmaco consentono un abbattimento dei tempi di somministrazione e una maggiore accessibilità del trattamento, sottolinea Roberto Mina della Città della salute e della scienza di Torino e Università degli studi di Torino.