il decreto legge contenente il piano per l’abbattimento dei tempi delle liste d’attesa, che potrebbe andare in Consiglio dei ministri nella prima settimana di giugno, prevede che nelle farmacie sarà possibile vaccinarsi (non solo contro il Covid), tamponarsi e in generale, effettuare una serie di esami e di test, anche quelli prescritti dai medici. Tali servizi saranno identificati grazie a un’insegna accanto alla croce verde riportante la denominazione «Farmacia dei servizi».

Orazio Schillaci, ministro della salute «allargare i servizi offerti in farmaci vuol dire garantire una maggiore sanità di prossimità. Questo però non vuol dire lasciare indietro i laboratori di analisi che guardiamo con la stessa attenzione».

Cimest, il Coordinamento intersindacale medicina specialistica di territorio, non si trova d’accordo su alcune estensioni affermando «Da non crederci, un elettrocardiogramma si potrà andare a fare dal farmacista che tutto ha studiato tranne che medicina»

L’articolo della bozza di decreto in merito è la 17 «disposizioni urgenti per promuovere l’erogazione dei servizi in farmacia» nel quale viene modificato il dlgs 153/2009, ampliando le opportunità per le farmacie. Nel decreto si parla di «farmacisti opportunamente formati a seguito del superamento di specifico corso abilitante e di successivi aggiornamenti annuali, organizzati dall’Istituto superiore di sanità». Si dovrà anche fornire una «idonea informazione sulla esatta identificazione dei soggetti titolari di farmacia che offrono i servizi».