L’Unione Europea ha dato il via libera alla combinazione di Amivantamab e Lazertinib di Johnson & Johnson per il trattamento di prima linea di pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato, con specifiche mutazioni dell’EGFR, come le delezioni nell’esone 19 o le mutazioni L858R nell’esone 21. Questa approvazione si fonda sui risultati incoraggianti dello studio di fase 3 MARIPOSA, che ha coinvolto 1.074 pazienti e ha confrontato la combinazione con osimertinib e con lazertinib in monoterapia. I dati indicano che amivantamab in associazione a lazertinib ha ridotto del 30% il rischio di progressione della malattia o morte rispetto a osimertinib, con una durata mediana della risposta più lunga (25,8 mesi contro 16,8 mesi).
Amivantamab
Il profilo di sicurezza della combinazione è simile a quello osservato in altri studi, con eventi avversi per lo più di grado 1 o 2, gestibili attraverso interruzioni e riduzioni della dose. Amivantamab è un anticorpo bispecifico che agisce su tumori con mutazioni EGFR attivanti e resistenti, mentre lazertinib è un inibitore orale di terza generazione dell’EGFR, efficace anche contro la mutazione T790M.
Un passo avanti importante
Il carcinoma polmonare rappresenta la principale causa di morte per tumore in Europa, e la combinazione di amivantamab e lazertinib segna un’importante innovazione, offrendo un trattamento privo di chemioterapia e migliorando significativamente la sopravvivenza dei pazienti. Antonio Passaro, oncologo dell’Istituto Europeo di Oncologia, evidenzia che i risultati dello studio MARIPOSA costituiscono un passo avanti fondamentale, aprendo la strada a un nuovo standard di cura.




















