Federfarma nazionale ha presentato alle organizzazioni sindacali una nuova proposta per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei dipendenti delle farmacie private. L’incontro si è svolto il 4 febbraio e ha messo sul tavolo un pacchetto articolato di misure che punta a conciliare le richieste dei lavoratori con la sostenibilità economica delle farmacie.
Aumenti salariali fino a 220 euro per i farmacisti
Il cuore della proposta riguarda gli incrementi retributivi. Per i farmacisti è previsto un aumento di 200 euro mensili al primo livello, a cui si aggiungono 20 euro come “clausola di garanzia”, per un totale di 220 euro, con riparametrazione per i livelli superiori. Per il personale non farmacista, l’aumento base è di 130 euro più 20 euro di garanzia, arrivando a 150 euro complessivi.
Una parte significativa degli aumenti, sottolinea Federfarma, potrebbe essere erogata già nel 2026, consentendo ai dipendenti di beneficiare della tassazione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio per gli incrementi salariali dell’anno.
Carriere accelerate e formazione retribuita
La proposta contrattuale include misure per valorizzare il percorso professionale. Tra queste, la possibilità di accelerare le progressioni di carriera, con il passaggio al livello Q3 (Quadro) dopo un solo anno di servizio.
È previsto anche il riconoscimento di otto ore annuali retribuite per la formazione obbligatoria, da svolgere in orario di lavoro su temi concordati con il titolare.
Più tutele sociali e nuove maggiorazioni
Federfarma propone un rafforzamento delle tutele, tra cui l’integrazione al 100% della retribuzione durante il congedo di maternità obbligatorio, l’estensione del periodo di comporto per malattie gravi e l’introduzione di un congedo per le vittime di violenza di genere.
Sul fronte delle maggiorazioni, viene proposto l’aumento dell’indennità di reperibilità dal 10% al 15% e un aumento al 35% per il lavoro supplementare, oltre a una definizione precisa del lavoro notturno (dalle 20:00 o da orario di chiusura) e tassazione al 15% per il 2026.
Contrattazione territoriale e premi di produttività
Un altro elemento nuovo è l’introduzione della contrattazione integrativa di secondo livello a livello regionale, con linee guida nazionali. L’obiettivo è collegare una parte del trattamento economico a premi legati alla produttività e alla redditività delle singole farmacie, tenendo conto delle specificità territoriali.
Previsto, inoltre, l’avvio di una riflessione sulla regolamentazione del lavoro extra e l’individuazione di nuove casistiche per l’anticipo del TFR.




















