«Per essere “a prova di futuro”, la strategia farmaceutica deve permettere all’innovazione di correre e di essere rapidamente a disposizione del paziente. Così come proposto dal Governo italiano. Purtroppo, però, i segnali che arrivano dalla Commissione Ue non sono positivi». Così il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, respinge la revisione della legislazione farmaceutica Ue.

Negli ultimi venti anni infatti diversi Paesi extra Ue hanno adottato politiche incentivanti, mentre l’Europa ha perso un quarto degli investimenti in ricerca.

Il monito del presidente Cattani

Il presidente Cattani lancia quindi un monito: «Siamo ancora in tempo per invertire la rotta e salvaguardare un’industria che rappresenta un patrimonio per la Salute, la crescita economica, l’innovazione e la stessa sicurezza nazionale».

IX edizione della Scuola Farmindustria

In occasione della IX edizione della Scuola Farmindustria, appuntamento dedicato a tutte le persone assunte nelle aziende associate, che riunisce oltre 400 partecipanti, Cattani sottolinea la posizione critica delle aziende rispetto alle nuove norme.

Il leader di Farmindustria infine sostiene: «La revisione della legislazione – che indebolisce la proprietà intellettuale, con la riduzione della data protection da 8 a 6 anni e dell’esclusiva di mercato per i farmaci orfani da 10 a 9 – e la proposta di introdurre un nuovo strumento di licenza obbligatoria, per usare un farmaco brevettato senza il consenso del titolare del brevetto in caso di emergenze, possono avere pesanti ricadute in termini di accesso alle cure e all’innovazione per i cittadini. Ma anche sulla competitività e sull’attrattività dell’industria farmaceutica in Europa e in Italia, quindi sugli investimenti e sull’occupazione».