“Nella sanità pubblica la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Salute Orazio Schillaci ci hanno creduto. In una manovra difficile, con una dotazione economica risicata, si è inteso aggiungere 3,3 miliardi di euro alla sanità, raggiungendo, come già autorevolmente espresso dal primo ministro Meloni, il limite storico di 136 miliardi per curare gli italiani. Questo numero, se lo paragoniamo ai 115 miliardi del 2019, soltanto quattro anni fa, ci fa capire come vi sia un investimento forte da parte del governo Meloni in sanità pubblica. Già questo ci fa capire qual è la linea di indirizzo”. Queste le parole del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato durante l’evento “Il nuovo Piano Nazionale Malattie Rare: una sfida al centro del futuro della sanità in Italia” al ministero della Salute.
I miglioramenti introdotti
“Rinnovo del contrattuale per l’area medica, nuova governance farmaceutica per rendere l’accesso ai farmaci più semplice anche per i cittadini disagiati delle aree interne del Paese, più di mezzo miliardo di euro per abbattere le liste d’attesa coinvolgendo anche il privato convenzionato. C’è stato un intervento forte in sanità- conclude Gemmato-. Ovviamente le polemiche ci saranno sempre, ma fa specie che vengano da chi ha negli anni definanziato il Fondo Sanitario Nazionale. Cito la fonte Gimbe, evidentemente non vicina alla posizione di questo governo: diceva nel 2019 che nei dieci anni precedenti erano stati definanziati 37 miliardi di euro. Chi ha governato oggi accusa noi di tagli al Fondo Sanitario Nazionale.Peccato che dal 2019 da 115 miliardi di euro si sia passati a 136 miliardi di euro. Se questi sono tagli, significa negare l’evidenza”




















