Il 28 settembre è la giornata mondiale contro la rabbia. Le vittime di questa malattia sono oltre le 59mila.
L’iniziativa
Ci troviamo difronte alla più grande iniziativa delle organizzazioni sanitarie internazionali per questa sensibile malattia; una giornata coordinata dalla Global Alliance for Rabies Control (GARC). Il giorno scelto per la giornata non è casuale ma è stato scelto in memoria della morte di Louis Pasteur. Il tema di quest’anno è “Rabies: All for 1, One Health for all” (Rabbia: tutti per uno, una salute per tutti), che evidenzia la necessità da parte di tutti i Paesi di collaborare e rafforzare i sistemi sanitari a livello globale, uniti nello sforzo di ridurre l’impatto della rabbia sulla salute umana e animale.
Gli appuntamenti in programma sono centinai, sia per la conoscenza che per la corretta informazione. In Italia ad esempio sono previsti corsi di formazione teorico-pratico presso l’IZS delle Venezie a Lagnaro (Padova). Il corso ha l’obiettivo di fornire informazioni multidisciplinari su diversi ambiti, dalla diagnostica in laboratorio fino alle vaccinazioni concludendo con un follow-up delle attività chiave mette in atto fino a questo momento per l’obiettivo “Zeroby30” del Piano Strategico Globale sulla rabbia trasmessa dai cani.
Il tema
Parliamo di una malattia antichissima e tutt’oggi una minaccia per milioni di persone, nello specifico per le persone che vivono in Africa e Asia dove il tasso di vaccinazione dei cani è estremamente minore. Le stime ci dicono che rabbia uccide 59mila persone all’anno ovvero una ogni 9 minuti andando a colpire principalmente le persone più povere e meno istruite non riuscendo ad ottenere la profilassi post-esposizione che con un intervento tempestivo potrebbe salvare molte vite.




















