I comuni di Denice, in provincia di Alessandria, e di Neirone, in quella di Genova, si aggiungono alla lista dei comuni con almeno un caso di Peste Suina Africana nella ‘zona rossa’ di Piemonte e Liguria, portando il totale a 94. Dei 768 casi complessivi, gli ultimi 9 sono stati accertati quasi tutti in Liguria: quattro a Montoggio (otto dall’inizio dell’emergenza), uno a Neirone, uno a Serra Riccò (16 da dicembre 2021), uno a Torriglia (13). I due nuovi casi piemontesi sono stati identificati a Denice e Mongiardino Ligure.

Bando regionale per la biosicurezza

Quanto alle misure di contenimento, aprirà nei prossimi giorni il bando regionale per interventi sulla biosicurezza, che stanzia 2,2 milioni di euro per l’acquisto di recinzioni anti-cinghiali, ritenuti vettori di contagio della Peste Suina Africana (PSA).

«Il dilagare della malattia – ha commentato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste di Regione Lombardia , Alessandro Beduschi – oggi ai confini tra Piemonte e provincia di Pavia, potrebbe mettere a rischio un settore che vale 1,2 miliardi di euro. Si comprende bene quale danno potrebbe innescare la diffusione della PSA e quindi quanto siano alta la guardia».

Il distretto suinicolo Lombardo

Solo in Lombardia si allevano oltre 4,5 milioni di suini in più di 2700 aziende, con le province di Brescia, Mantova e Cremona che rappresentano il più importante distretto suinicolo nazionale. Un restante 21% della produzione suinicola lombarda si concentra nelle province di Lodi, Bergamo e Pavia.

«Se il problema va contenuto a partire dall’Oltrepò pavese – ha aggiunto Beduschi – è chiaro che l’attenzione è massima nelle province orientali della regione, dove si concentrano le aziende più grandi e il 77% dei capi allevati in Lombardia. Questo territorio alimenta una delle filiere più importanti per il comparto agroalimentare nazionale ed è il vero cuore produttivo di alcune delle specialità DOP e IGP più famose al mondo».