Ricerca oncologica, Mattarella inaugura i “Giorni AIRC”: focus su cure e giovani

La ricerca oncologica italiana riceve nuovo impulso dal Quirinale: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inaugurato l’edizione 2025 dei “Giorni della Ricerca” della Fondazione AIRC, sottolineando il ruolo strategico della scienza nella lotta contro il cancro e l’importanza di sostenere le nuove generazioni di ricercatori. L’iniziativa segna l’avvio di una settimana di incontri, testimonianze e campagne di sensibilizzazione in tutto il Paese.

141 milioni di euro per la ricerca oncologica

La Fondazione AIRC ha stanziato per il 2025 oltre 141 milioni di euro a sostegno di 5.000 ricercatori e ricercatrici, impegnati nei laboratori pubblici e universitari italiani. È un investimento record che consolida il ruolo della Fondazione come principale realtà non profit nel finanziamento della ricerca oncologica nazionale. Dalla sua nascita, AIRC ha distribuito complessivamente più di 2,5 miliardi di euro, promuovendo un modello di ricerca indipendente, meritocratica e di alta qualità.

Il contesto globale, tuttavia, resta critico: secondo la IARC, le diagnosi di tumore nel mondo potrebbero salire da 20 a 35 milioni l’anno entro il 2050, con un aumento parallelo della mortalità. In Italia, nel 2024, sono state registrate circa 390.000 nuove diagnosi, un dato che conferma la centralità della ricerca per la salute pubblica e la sostenibilità del sistema sanitario.

Giovani ricercatori e nuove frontiere terapeutiche

Durante la cerimonia, Mattarella ha ricordato che “sostenere la ricerca significa credere nel futuro” e ha posto l’accento sul valore delle nuove generazioni di scienziati, chiamate a raccogliere la sfida di un mondo in rapido mutamento. La Fondazione AIRC ha avviato numerosi programmi dedicati ai ricercatori under 40, con borse di studio e bandi competitivi per favorire il rientro dei talenti italiani dall’estero.

Parallelamente, l’attenzione si concentra sulle nuove frontiere terapeutiche, come l’immunoterapia, la medicina di precisione e l’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi precoce. Queste innovazioni stanno ridefinendo il concetto stesso di cura, spostando l’asse dalla malattia al paziente, con approcci sempre più personalizzati. La sinergia tra pubblico e privato rimane cruciale per accelerare il trasferimento dei risultati dai laboratori alla pratica clinica.

Il ruolo dello Stato e la visione di Mattarella

Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha sottolineato come la ricerca oncologica debba essere considerata “una priorità nazionale”, non solo sanitaria ma anche etica e civile. Alla cerimonia hanno partecipato la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e il ministro della Salute Orazio Schillaci, che hanno ribadito l’impegno del governo a rafforzare il fondo unico per la ricerca e a garantire finanziamenti strutturali.

Mattarella ha lodato l’impegno costante della Fondazione AIRC nel tenere insieme eccellenza scientifica e partecipazione sociale, sottolineando l’importanza della fiducia dei cittadini nel valore della scienza. “Ogni donazione – ha ricordato – è un investimento di speranza, un atto di fiducia nella vita”. L’evento ha così assunto un significato non solo celebrativo, ma anche politico e culturale, ponendo la scienza al centro della responsabilità collettiva.

Prevenzione, educazione e cultura scientifica

Accanto alla ricerca clinica e molecolare, AIRC continua a promuovere la prevenzione oncologica come strumento chiave per ridurre l’incidenza dei tumori. L’educazione ai corretti stili di vita, la riduzione del fumo e l’adesione ai programmi di screening restano le leve più efficaci per abbattere la mortalità. La campagna dei “Giorni della Ricerca” coinvolge scuole, università, enti locali e media, con l’obiettivo di diffondere conoscenza e fiducia nella scienza. Il coinvolgimento delle nuove generazioni è parte integrante della missione di AIRC: formare cittadini consapevoli e promotori di salute. La cultura scientifica diventa così un valore civico, oltre che sanitario, in una società che aspira a essere più informata e solidale.