Alla seconda edizione del Global Welfare Summit, Damele rilancia la missione del Fondo: più prevenzione, più strutture convenzionate e investimenti in tecnologie avanzate

«Prevenire è la forma più evoluta di cura»: al Global Welfare Summit di Roma, giunto alla seconda edizione, nella cornice di Villa Miani, la frase di Daniele Damele – presidente del Fondo sanitario integrativo dei dirigenti d’azienda (FASI)– non è rimasta sospesa nell’aria: ha innescato un confronto serrato nella tavola rotonda “Politiche di welfare e impatto sulla sostenibilità sociale”, con il contributo del mondo associativo e delle parti sociali, su sanità integrativa, sostenibilità e innovazione.

L’idea-forza è passata chiara: se vogliamo un welfare che regga la prova del tempo – dai tempi di accesso alla qualità delle tutele – bisogna mettere prevenzione, presa in carico continua e interoperabilità tra pubblico e integrativo al centro dell’agenda. In questo quadro, Damele ha legato il principio di solidarietà intergenerazionale alla sostenibilità del sistema: «I fondi sanitari integrativi sono i primi sostenitori del Servizio sanitario nazionale. Siamo il secondo pilastro: se venisse a mancare il primo, noi non esisteremmo».

Gli ospiti della tavola rotonda “Politiche di welfare e impatto sulla sostenibilità sociale”

Il presidente Damele è intervenuto al panel moderato da Marcello Presicci, (Presidente Board Fondazione Educazione Finanziaria, Professore Università LINK, Relazioni Istituzionali e Advocacy), accanto a Bruno Serra (Responsabile Relazioni Industriali, Coordinamento Welfare Eni e Presidente Fisde), Virginia Filippi (Presidente Cedel Elis), Paolo Christopher Giacomini (Responsabile Welfare Institutions Gruppo Intesa Sanpaolo), Emmanuele Massagli (Presidente AIWA e Consigliere esperto CNEL), Alberto Oliveti (Presidente Fondazione Enpam e Adepp) e Daniel Thomas Seacombe (Head of Compensation, Labour Cost, Welfare and Fleet Management Terna).

Il valore della prevenzione per Fasi

Il Presidente del Fasi ha richiamato con forza il valore della prevenzione come fondamento del sistema: «La prevenzione rappresenta il valore strategico su cui si fonda il futuro della salute: è la chiave per garantire benessere ai cittadini e sostenibilità al sistema». Da 48 anni, ha ricordato, il Fondo sanitario integrativo dei dirigenti d’azienda «garantisce assistenza sanitaria ai dirigenti anche dopo la conclusione dell’attività lavorativa, secondo il principio di solidarietà intergenerazionale, estendendola ai coniugi e ai figli fino ai 26 anni». L’obiettivo, oggi, è «costruire un sistema sempre più di presa in carico continua e non episodica», con pacchetti preventivi già attivi e destinati a essere potenziati entro il 2026: «L’avanzare dell’età comporta un incremento dei bisogni di cura: per questo la prevenzione va considerata un investimento, non un costo. Prevenire significa favorire un invecchiamento in salute».

Sanità integrativa e SSN

Damele ha poi inquadrato il ruolo della sanità integrativa nel rapporto con il pubblico: «I fondi sanitari integrativi sono i primi sostenitori del Servizio sanitario nazionale. Siamo il secondo pilastro della sanità: se venisse a mancare il primo, noi non esisteremmo». Negli ultimi anni, ha osservato, «il nostro ruolo complementare è diventato sempre più spesso sostitutivo di un SSN in difficoltà — basti pensare alle liste d’attesa». Resta però chiara la gerarchia: «Il SSN è il primo presidio di cura a cui ci rivolgiamo in caso di bisogno. È interesse di tutti che il sistema pubblico funzioni e funzioni bene, tornando a svolgere pienamente il ruolo per cui è nato».

Quanto alle soluzioni, Damele ha sottolineato che i finanziamenti «non sono l’unica risposta»: «È necessario intervenire sulla gestione e sull’organizzazione di ospedali e servizi, con scelte strategiche e strutturali, valide per l’immediato e per il futuro». In questo quadro, la sanità integrativa «può e deve svolgere un ruolo complementare, capace di supportare l’offerta del SSN e di rispondere meglio ai bisogni dei cittadini: la salute è il bene primario su cui concentrare le migliori strategie, dalla prevenzione alla gestione delle cronicità». Da qui due impegni operativi: aumentare entro il prossimo anno il numero delle strutture convenzionate, per un accesso più capillare e qualificato, e rafforzare i rimborsi delle indagini diagnostiche, soprattutto preventive, «eseguite con macchinari di ultima generazione». Perché, ha concluso, «l’investimento in tecnologie avanzate rappresenta oggi più che mai uno degli obiettivi centrali della nostra azione»