Il caso della psichiatra Barbara Capovani, uccisa a Pisa da uno dei suoi pazienti, ha riacceso i riflettori sulla realtà delle violenze contro medici ed operatori sanitari, un triste fenomeno in costante crescita nel nostro Paese. Secondi i dati resi noti dall’Inail, negli ultimi tre anni si sono registrate 5mila aggressioni in corsia, e in 7 casi su 10 la vittima è una donna. Per far fronte a questa emergenza, le associazioni di categoria chiedono interventi immediati e una maggiore sensibilizzazione delle istituzioni e dell’opinione pubblica, al fine di evitare che episodi simili si ripetano in futuro.
Una rivoluzione culturale
«Bisogna aprire la strada ad una rivoluzione culturale, ma serve l’energia e l’impegno di tutti, partendo dalla consapevolezza che l’origine delle aggressioni contro le donne rappresentano una visione “di genere” strutturale e distorta che va estirpata». Con le suddette parole di Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, Maurizio Montalbano, componente del direttivo Fnomceo, il direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Asp di Palermo e Carola Vicari, presidente dell’Associazione Italiana Donne Medico (Aidm), invitano sia i medici sanitari sia i cittadini al sit-in “Mai più violenza” dedicato a tutte quelle vittime che hanno dovuto pagare con la loro vita per esercitare la loro professione.
Il sit-in si terrà mercoledì 3 maggio alle 15:30 presso Villa Magnisi, nonché sede dell’Omceo.




















