Il numero di bambini morti prima dei cinque anni ha raggiunto il minimo storico, arrivando a 4,9 milioni nel 2022. Nonostante questo miglioramento i numeri rimango alti. I decessi si sono concentrati nell’Africa sub-sahariana e nell’Asia meridionale. Tali stime sono state pubblicate dal Gruppo inter-agenzie delle Nazioni Unite.
L’impegno dei medici
“Dietro questi numeri si nascondono le storie di ostetriche e personale sanitario qualificato che aiutano le madri a partorire in sicurezza i loro neonati, di operatori sanitari che vaccinano e proteggono i bambini da malattie mortali e di operatori sanitari comunitari che fanno visite a domicilio per sostenere le famiglie e garantire il giusto supporto sanitario e nutrizionale per i bambini attraverso decenni di impegno da parte di individui, comunità e nazioni per raggiungere i bambini con servizi sanitari a basso costo, di qualità ed efficaci, abbiamo dimostrato di avere le conoscenze e gli strumenti per salvare vite umane”, ha commentato Catherine Russell, Direttore generale dell’Unicef.
Aumentare le risorse
Il punto centrale sono le risorse stanziate per l’assistenza sanitaria di base che comprendono anche la salute dei bambini.
“Anche se ci sono stati progressi positivi, ogni anno milioni di famiglie soffrono ancora il devastante dolore della perdita di un figlio, spesso nei primissimi giorni dopo la nascita il luogo in cui nasce un bambino non dovrebbe determinare se vive o muore. È fondamentale migliorare l’accesso a servizi sanitari di qualità per ogni donna e bambino, anche durante le emergenze e nelle aree remote”, aggiunge direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus.




















