Una scoperta significativa tutta italiana offre nuove opportunità nel trattamento delle malattie degenerative della retina, come la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare legata all’età, che sono tra le principali cause di cecità. I ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), in collaborazione con l’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova e il Politecnico di Milano, con il supporto della Fondazione Telethon, hanno creato un interruttore molecolare chiamato Ziapin2, capace di ripristinare la risposta dei neuroni retinici alla luce. I risultati dello studio, pubblicati su Nature Communications, evidenziano l’efficacia della molecola in modelli preclinici, offrendo nuove speranze per il recupero della vista in queste patologie.
La funzione di Ziapin2
Ziapin2 è un fototrasduttore, una molecola in grado di assorbire la luce e convertirla in segnali elettrici. Inserendosi nella membrana dei neuroni retinici, regola la loro eccitabilità in base alla luce, senza interferire con i canali ionici o i recettori dei neurotrasmettitori. Fabio Benfenati, coordinatore del Center for Synaptic Neuroscience and Technology di Iit, ha affermato che Ziapin2 si è dimostrata particolarmente promettente nel ripristinare le risposte visive compromesse dalla degenerazione dei fotorecettori. La molecola riesce a rigenerare il naturale antagonismo tra i neuroni retinici “on” e “off”, che segnalano rispettivamente la presenza e l’assenza di luce. Questo meccanismo consente di ricostruire una risposta più naturale agli stimoli luminosi, migliorando la qualità della visione.
La rilevanza degli effetti
Testata per la prima volta nel 2020, Ziapin2 ha mostrato risultati significativi nei modelli preclinici, dove una singola iniezione intraoculare è stata sufficiente a ripristinare le risposte alla luce e al contrasto per un periodo fino a due settimane, senza effetti tossici o infiammatori. Stefano Di Marco, ricercatore affiliato a Iit e docente presso l’Università di Genova, ha sottolineato come questo approccio rappresenti un’importante innovazione per la cura delle malattie degenerative della retina.




















