Uno studio condotto dall’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e dall’Università Medica di Vienna ha rivelato che l’età gioca un ruolo significativo nel microambiente tumorale e nella risposta ai trattamenti per il tumore al seno triplo negativo, una delle forme più aggressive della malattia. I risultati, pubblicati su “Cell Death Differentiation”, suggeriscono che la ricerca preclinica dovrebbe considerare l’età per ottenere dati più rappresentativi.
I risultati
Lo studio ha esaminato una terapia sperimentale che combina immunoterapia e farmaci attivatori del sistema immunitario, attualmente in fase di sperimentazione clinica (studio Azalea). I risultati hanno mostrato che, sebbene l’efficacia della terapia sia simile tra le diverse fasce d’età, ci sono differenze biologiche nel microambiente tumorale.
Negli adulti è stata osservata una diminuzione di cellule immunitarie chiave, come le cellule T CD4+ e le cellule NK, mentre le cellule B della memoria erano più abbondanti. Inoltre, la matrice extracellulare, che sostiene il tumore, presentava meno collagene e una diversa organizzazione rispetto ai giovani, il che potrebbe favorire una maggiore aggressività tumorale e influenzare la risposta ai trattamenti.
L’importanza dello studio per il tumore al seno
I ricercatori evidenziano che i modelli preclinici attuali, basati su soggetti giovani, potrebbero non riflettere accuratamente la realtà dei pazienti adulti, in cui l’incidenza dei tumori aumenta con l’età. Questo studio rappresenta una prima evidenza scientifica dell’importanza di considerare l’età nella ricerca oncologica, per migliorare la previsione dell’efficacia dei trattamenti e sviluppare terapie più mirate, soprattutto per i tumori più aggressivi e meno responsivi alle cure attuali.




















