Stop ai medici “gettonisti”: il Governo frena sul ricorso alle cooperative

Dal 31 luglio 2025, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha avviato lo stop ai nuovi contratti dei medici gettonisti, impiegati tramite cooperative per coprire carenze di personale negli ospedali pubblici. I contratti già in essere resteranno validi fino alla loro naturale scadenza.

Il blocco riguarda esclusivamente i nuovi affidamenti o rinnovi contrattuali a medici assunti attraverso cooperative private. Si tratta di una misura attesa da tempo per arginare l’eccessivo ricorso a figure professionali esterne, spesso utilizzate per coprire turni nei pronto soccorso o in reparti in sofferenza.
Il provvedimento lascia comunque in vigore, fino alla scadenza, i contratti già attivi, evitando interruzioni improvvise nei servizi ospedalieri. Con questa decisione, il ministero mira a riportare sotto il controllo pubblico la gestione delle risorse umane in sanità, limitando il peso di soluzioni emergenziali e spesso onerose.

Estate a rischio: ferie e coperture in bilico

Il blocco è scattato nel pieno del periodo estivo, tradizionalmente critico per la tenuta degli organici. Senza la possibilità di attivare nuovi incarichi a gettone, molte strutture potrebbero trovarsi in difficoltà nel garantire la copertura dei turni durante le ferie del personale strutturato.
Il rischio più immediato è rappresentato dai pronto soccorso, dove la percentuale di turni coperti da medici esterni raggiunge in alcuni casi livelli molto elevati. La tenuta dei servizi essenziali, in questa fase di transizione, dipenderà dalla capacità delle aziende sanitarie di attuare piani alternativi tempestivi ed efficaci.

Le soluzioni messe in campo dalle Asl

Per rispondere alla nuova direttiva, diverse aziende sanitarie stanno ricorrendo a forme di assunzione diretta, tramite concorsi, incarichi a tempo determinato e il coinvolgimento di liberi professionisti. Alcune Regioni hanno attivato convenzioni con ospedali universitari o centri di riferimento per integrare personale esperto nei servizi più critici, come l’emergenza-urgenza e il 118. Si sta valutando anche il rientro in servizio di medici in pensione e la flessibilità contrattuale per il personale già in forza, nell’attesa di una stabilizzazione più ampia e duratura.

Una svolta strategica per il sistema sanitario

Il ministro Orazio Schillaci ha sottolineato che il superamento del modello dei gettonisti medici rappresenta una scelta strategica, volta a rafforzare la sanità pubblica e a contenerne i costi. L’obiettivo è valorizzare il personale dipendente, contrastare la precarizzazione e ridurre le distorsioni legate a una gestione frammentaria delle risorse umane.
Il successo della misura dipenderà dalla capacità del sistema di sostituire efficacemente il personale esterno con professionisti stabili, garantendo la qualità e la continuità dell’assistenza.