Pronto soccorso sotto pressione: infermieri tra stress, carenze e rischio collasso

Il sistema dei pronto soccorso continua a vivere una fase critica. A denunciarlo è il sindacato degli infermieri Nursing Up che, richiamando studi internazionali pubblicati tra il 2025 e il 2026, cita apertamente il cosiddetto “distress morale”

Un’ emergenza emotiva ed etica

Secondo quanto riportato dal sindacato, uno studio della Johns Hopkins University, pubblicato nel novembre 2025 su PubMed Central, indica che il 71% degli infermieri di pronto soccorso sperimenta frequentemente il distress morale, ovvero la sofferenza che nasce dall’impossibilità di agire secondo i propri valori professionali.

Il sindacato richiama poi le ricerche dei National Institutes of Health in collaborazione con Yale University, secondo cui circa il 60% degli infermieri di area critica manifesta alti livelli di esaurimento emotivo, mentre il 39,6% mostra importanti forme di distacco professionale.

Il nodo della qualità dell’assistenza

Nel documento si parla anche della situazione italiana. Secondo Nursing Up, il quadro sarebbe ulteriormente peggiorato dal fenomeno della cosiddetta “medicina di corridoio”, con barelle nei corridoi, carenza di spazi assistenziali e tempi di cura compressi. In queste condizioni, sostiene il sindacato, è più complesso garantire privacy, dignità e continuità assistenziale ai pazienti.

La nota cita anche studi dell’Università della Pennsylvania, pubblicati sul Journal of Clinical Nursing e sull’International Journal of Nursing Studies, secondo cui il distress morale sarebbe collegato a un aumento del rischio di errori clinici fino al 23% e a una riduzione della qualità assistenziale superiore al 30% nei contesti ad alta intensità lavorativa.

Il rischio fuga dalla professione

Sul fronte della permanenza nel lavoro, Nursing Up lancia un ulteriore allarme molti infermieri starebbero valutando di lasciare il proprio ruolo. Il sindacato sottolinea come alcune ricerche della Erasmus University di Rotterdam che indicano come tra il 41% e il 49% dei professionisti sanitari valuti di lasciare il proprio ruolo entro un anno.

Le parole del sindacato

“Quando un infermiere sa cosa sarebbe giusto fare, ma non può farlo per limiti organizzativi, siamo davanti a una frattura strutturale tra etica e lavoro”, afferma Antonio De Palma, presidente di Nursing Up. “Non è più un problema individuale: è il sistema che produce sofferenza e la scarica sui professionisti”.

“Il sistema non si limita più a mettere sotto pressione gli infermieri: li costringe progressivamente a lavorare contro i propri valori”, conclude De Palma. “Quando questo accade, si incrina la tenuta stessa del sistema sanitario e la sicurezza dei cittadini”.