Schillaci: «Più controlli contro i medici gettonisti negli ospedali»

Il ministro della Salute Orazio Schillaci torna sul tema dei medici gettonisti e annuncia nuovi controlli contro il ricorso ai professionisti esterni negli ospedali. In un’intervista rilasciata a Il Messaggero, il ministro ha ribadito la volontà del governo di contrastare gli abusi legati ai contratti forniti da cooperative e agenzie, soprattutto nei pronto soccorso.

Secondo Schillaci, il fenomeno non può essere considerato accettabile e richiede verifiche costanti. “Sui gettonisti continueremo la nostra battaglia”, ha affermato il ministro, spiegando che “i controlli contro chi abusa di questo tipo di contratti non si fermeranno”

“Per anni nessuno si è occupato del problema”

Nel colloquio con il quotidiano, Schillaci ha difeso il provvedimento legislativo introdotto per limitare il ricorso ai gettonisti e respinto l’idea che i risultati siano stati insufficienti.

Il ministro ha infatti sostenuto che il problema sia stato ignorato per molto tempo e ha rivendicato di aver affrontato la questione introducendo regole precise. “Per anni nessuno si è occupato dei gettonisti. Io ci ho messo la faccia con regole chiare che devono essere rispettate”, dichiara.

“I Nas fanno controlli costanti e continueremo a farli così come mi aspetto facciano anche le Regioni. Non arretriamo”, ha ribadito.

La carenza di medici nei pronto soccorso

Uno dei punti centrali dell’intervista ha riguardato la situazione dei pronto soccorso, dove la presenza dei gettonisti viene registrata più frequentemente a causa della mancanza di personale.

Schillaci ha sottolineato che negli ultimi anni “abbiamo garantito fondi alle Regioni per pagare di più chi lavora in pronto soccorso. Abbiamo finanziato un primo piano di assunzioni e ci soni norme severe per contrastare le aggressioni”.

Medici di base e liste d’attesa

Nel corso dell’intervista il ministro ha poi toccato altri due temi centrali della sua azione politica, ovvero la riforma dei medici di base e liste d’attesa.

“Sono fiducioso che si potrà raggiungere un accorod. Lo chiedono i cittadini. Tutte le Regioni sono concordi sulla necessità di questa riforma perché i bisogni di salute sono cambiati e i medici di famiglia devono essere al passo con questi cambiamenti”.

Sulle liste d’attesa ha evidenziato “un’inversione di tendenza”, aggiungendo che “da quando c’è la nuova legge, sono migliorati del 20 per cento in oltre mille ospedali“.

Sui ragazzi di Crans-Montana e il Piano sanitario nazionale

Nell’intervista, il ministro ha poi rivolto la sua attenzione ai ragazzi feriti nell’incendio di Crans-Montana sottolineando di essere “in contatto con l’assessore Bertolaso, il sistema sanitario lombardo è già impegnato al massimo”.

Infine, ha parlato del nuovo Piano sanitario nazionale, sottolineando come “siamo in fase avanzata. Prevenzione, medicina territoriale, salute mentale sono alcune delle direttrici al del provvedimento”.