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obesità

L’Italia diventa il primo Paese al mondo a riconoscere l’obesità come malattia attraverso una legge approvata oggi alla Camera dei Deputati. La proposta, a firma del parlamentare Roberto Pella (Forza Italia), ha ricevuto 155 voti favorevoli e nessun voto contrario. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Previste risorse per 4,2 milioni di euro nel primo triennio, con l’obiettivo di rafforzare prevenzione e trattamento.

Una legge innovativa per una sfida globale

L’approvazione della legge segna un cambio di paradigma nel modo in cui il sistema sanitario italiano affronta l’obesità, da sempre considerata un fattore di rischio ma raramente trattata come una patologia a sé stante.
“Con questa legge diamo dignità clinica a una condizione troppo spesso stigmatizzata e sottovalutata”, ha dichiarato l’onorevole Pella. L’Italia, con questo atto, si pone all’avanguardia nel contesto internazionale, dove il riconoscimento giuridico dell’obesità come malattia resta ancora un terreno inesplorato.

Il World Obesity Atlas stima che il costo globale dell’obesità e del sovrappeso raggiungerà i 4,32 trilioni di dollari all’anno entro il 2035, aggravando i bilanci sanitari nazionali. Il nostro Paese agisce ora per tempo, tentando di invertire una tendenza in crescita.

Dati allarmanti e urgenza educativa

Secondo i dati ISTAT, quasi 6 milioni di italiani adulti sono obesi, pari all’11,8% della popolazione. Ancora più allarmanti sono i numeri che riguardano i più giovani: il 19% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso e quasi uno su dieci è obeso.
Una situazione che richiama con urgenza l’adozione di strategie sistemiche, che integrino scuola, famiglie e sanità pubblica in un’unica rete di prevenzione.

Il testo di legge prevede programmi educativi e campagne di sensibilizzazione, ma anche la definizione di percorsi terapeutici standardizzati, garantiti in modo uniforme sul territorio nazionale.

Investimenti e scenari futuri: la prevenzione al centro

La legge prevede un investimento iniziale di 4,2 milioni di euro tra il 2025 e il 2027. Anche se limitato, il fondo rappresenta una prima base per il rafforzamento delle reti territoriali e l’accesso equo alle cure.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha sottolineato che “si tratta di un passo fondamentale verso un approccio integrato alla cura dell’obesità, che va oltre il trattamento del sintomo e interviene sulle cause sociali e ambientali”.

L’intento della norma è anche culturale: superare lo stigma e promuovere un nuovo sguardo, scientifico e umano, sulla malattia.
Nel lungo termine, l’efficacia della legge dipenderà dalla sua attuazione concreta e dal coinvolgimento delle Regioni. Ma il segnale politico è forte: l’Italia sceglie di affrontare l’obesità non come colpa individuale, ma come emergenza sanitaria collettiva.