Giovanni Rezza, l’ex Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, ha annunciato il suo pensionamento in un’intervista al Corriere della Sera, dichiarando «Me ne vado via tranquillo, ora che la pandemia è finita posso riposare. Sono stati anni durissimi. Non smetto di lavorare. Sto valutando alcune proposte».

Piano per contrastare nuove emergenze sanitarie

Per quanto riguarda il piano italiano per affrontare nuove emergenze sanitarie, Rezza ha affermato che è pronto dal 2021 e che l’ultima stesura risale al 2006. Attualmente il piano è in fase di aggiornamento in quanto nel 2024 potrebbe risultare vecchio data la sua scadenza triennale. Il neopensionato ha inoltre sottolineato che per sostenere un piano di emergenza efficace ci sia bisogno sia delle scorte di materiali, come le mascherine, che del personale aggiornato, il quale si sta esercitando attraverso simulazioni, fingendo l’esistenza di un allarme pandemico per testare la reazione del sistema.

OMS dichiara la fine della pandemia

Riguardo all’annuncio imminente che l’OMS ratificherà la fine della pandemia il 20 maggio, Rezza ha commentato dicendo «In effetti chiudere così è un modo significativo. Termina la mia esperienza, drammatica per le decisioni che abbiamo dovuto prendere. Non avrei scommesso che il direttore Oms Tedros Ghebreyesus si sarebbe lasciato convincere dai suoi tecnici a pronunciare la parola fine, lui uomo molto prudente. Significa che i dati sono più che convincenti».

Destino del virus e l’ultima ordinanza

Quanto al destino del virus pandemico, Rezza si è espresso dicendo «Ci auguriamo che acquisti caratteristiche di stagionalità e diventi come altri 4-5 coronavirus che, in inverno, danno luogo a raffreddore».

Riguardo l’ultima restrizione decaduta da poco più di una settimana, con ordinanza firmata da Schillaci il 28 aprile, inerente alla sospensione dell’obbligo di utilizzo delle mascherine (ad eccezione dei reparti con persone anziane e fragili), l’ex Direttore Generale ritiene che «È il momento di voltare pagina, ferma restando la tutela delle persone a rischio».