“Da sei mesi non indosso la mascherina, neppure in ospedale. Qualcuno mi guarda male, non mi importa”.

Non usa mezzi termini Alberto Zangrillo, direttore della Anestesia-rianimazione dell’ospedale San Raffaele di Milano, già coordinatore della seconda sezione del Consiglio superiore di Sanità, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Quanto all’inchiesta della procura di Bergamo sulla gestione della pandemia, Zangrillo ritiene che si poteva fare meglio, ma nessuno può essere incolpato delle carenze nelle fasi iniziali dell’emergenza. “Quando affermai nel maggio del 2021 che la malattia era clinicamente inesistente dicevo il vero. – prosegue Zangrillo – In quella fase lo era. Di solito i medici si riferiscono a ciò che osservano sul campo. Io sul campo osservavo che la malattia non era grave come nei mesi precedenti. Quando c’erano motivi di allarme sono stato però fra i primi a prendere iniziative”.

Non si è fatta attendere la replica di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, arrivata ai microfoni della trasmissione radiofonica “L’Italia s’è desta”. “La mascherina in ospedale dovrebbe essere sempre obbligatoria – sostiene Cartabellotta – indipendentemente dalla situazione Covid. Le infezioni nosocomiali non riguardano soltanto il covid. Gli ospedali tendono a selezionare batteri di un certo tipo anche resistenti agli antibiotici”.

Quanto al mancato aggiornamento del piano pandemico, Cartabellotta ha richiamato l’attenzione sulla tenuta del sistema sanitario nazionale, per il quale già nel 2013 Gimbe aveva lanciato la campagna ‘Salviamo il Servizio sanitario nazionale (Ssn)’. “La politica intende rilanciare il (Ssn)?  – ha ribadito con forza Cartabellotta – Se la risposta è no bisogna che ci sia una sorta di privatizzazione governata dal pubblico. Dobbiamo essere pronti ad affrontare nuove pandemie e non basta avere un piano pandemico aggiornato”.