Grazie allo screening ridotte del 26% le probabilità di presentare chetoacidosi alla diagnosi e una riduzione del 49% della probabilità di chetoacidosi grave.

Milano ospita Diabetable, l’evento che permette di immedesimarsi nella realtà di chi convive ogni giorno con il diabete di tipo 1. Un format originale che accende i riflettori su una patologia in costante crescita, ma di cui si parla ancora troppo poco.
Eppure, i dati raccontano una realtà complessa e articolata.
I primi risultati del progetto D1CeScreen, coordinato dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, mostrano una positività allo screening preventivo dello 0,97% nelle quattro regioni pilota (Lombardia, Campania, Marche, Sardegna).
La prevalenza del diabete di tipo 1 risulta pari allo 0,3%, in attesa dell’avvio, a fine 2025, dell’analisi su scala nazionale.
Lo screening per una delle due malattie croniche più diffuse in età pediatrica, insieme alla celiachia, ha riguardato 5.363 bambini, grazie alla collaborazione di 429 pediatri di libera scelta.
In Lombardia si stima che oltre 3.500 bambini e ragazzi fino ai 18 anni convivono con il diabete di tipo 1.
Inoltre, nei bambini residenti nelle regioni partecipanti al progetto D1Ce si è osservata una riduzione del 26% della probabilità di presentare chetoacidosi alla diagnosi e una riduzione del 49% della probabilità di chetoacidosi grave.
E’ proprio con l’obiettivo di creare maggiore consapevolezza che nasce l’iniziativa “Diabetable: a tavola con il diabete, per una sola cena nei panni di chi non può mai perdere il controllo”. Durante la serata alcuni attori portano in scena le complessità che una persona con diabete vive durante i pasti, raccontando la patologia attraverso momenti di vita quotidiana.
Il fine è riunire attorno a un tavolo istituzioni, associazioni di pazienti, aziende e media per accendere il dibattito e sensibilizzare sul diabete di tipo 1.
Il format di Loft Theatre si ispira alla storia di Monica Priore, atleta pugliese con diabete di tipo 1 capace di imprese straordinarie come la traversata dello Stretto di Messina.
L’evento è stato organizzato da Diabete Italia con il contributo non condizionante di Medtronic.
“Avere il diabete di tipo 1- afferma Stefano Nervo, Presidente di Diabete Italia – significa non poter mai staccare la spina, mai completamente. Oggi le tecnologie a nostra disposizione alleggeriscono numerosi aspetti della vita quotidiana di una persona con diabete, ma la verità è che la gestione del proprio diabete è un pensiero costante, che dura 24 ore su 24, 7 giorni su 7”.
Durante l’incontro si è parlato anche di innovazione e accesso alle cure.
“Crediamo fortemente in iniziative che contribuiscono a sensibilizzare e a creare consapevolezza – spiega Luigi Morgese, Sr Business Director Medtronic Diabete Italia, Grecia e Israele. La consapevolezza può portare a più risorse per ricerca e sviluppo di nuove terapie e tecnologie, ma anche influenzare le politiche sanitarie, garantendo equità di accesso tra le Regioni e migliori outcome clinici. La ricerca ha fatto passi da gigante: le nuove tecnologie permettono una vita più serena e, per quanto possibile, vicina alla normalità”.