La multinazionale farmaceutica Bristol Myers Squibb – Bms ha messo in sperimentazione 42 molecole in Italia, spaziando dall’oncologia all’ematologia, dalle malattie cardiovascolari all’immunologia e alle neuroscienze.
Negli ultimi 5 anni, la farmaceutica ha investito oltre 90 milioni di euro nella ricerca clinica nel nostro Paese, e oggi è impegnata con più di 120 studi in oltre 700 centri ospedalieri e il coinvolgimento di più di 2200 pazienti. Questi i numeri presentati a Roma in occasione dell’ottantesimo anniversario della presenza dell’azienda in Italia, celebrato con un evento al Centro Studi Americani con la partecipazione, tra gli altri, del presidente della regione Lazio Francesco Rocca e della Deputy Chief of Mission US Embassy Marta Costanzo Youth.
I risultati dell’azienda
“Nel corso dei decenni – spiega Regina Vasiliou, vice president e General manager di Bms Italia – abbiamo portato nel Paese oltre 80 farmaci che hanno contribuito a trasformare gli esiti di salute e le prospettive di cura, migliorando la qualità di vita dei pazienti. Il contributo di Bristol Myers Squibb in Italia non si misura solo nell’innovazione terapeutica resa disponibile, ma anche nel nostro ruolo di partner industriale del Paese. Nel triennio 2023-2025 l’azienda, come media annua, ha infatti contribuito a generare in Italia 369 milioni di euro di Pil, secondo l’impact assessment report redatto da PwC”.
L’Italia, ha poi sottolineato Cristian Massacesi, Chief medical officer and Head of Development di Bms, “riveste un ruolo strategico per la ricerca e lo sviluppo clinico di Bms”.
Tra i tanti successi di Bms, la prima terapia cellulare CAR-T approvata in Italia nel mieloma multiplo, il primo ACE-inibitore che ha rappresentato una rivoluzione nel trattamento della ipertensione arteriosa. In neurologia, la ricerca Bms ha sviluppato una terapia orale innovativa per la cura della sclerosi multipla, disponibile in Italia dal 2021.
Le parole di Schillaci
All’evento è intervenuto anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci. “La sfida che abbiamo davanti è ambiziosa – ha dichiarato – sostenere l’innovazione, attrarre investimenti, assicurare la sostenibilità del sistema e ridurre le diseguaglianze nell’accesso ai farmaci e alle cure. Sono tutti obiettivi che richiedono una collaborazione responsabile tra Istituzioni, comunità scientifica, associazioni dei pazienti e industria farmaceutica”.




















