La Toscana diventa la prima Regione italiana a garantire un accesso certo al suicidio medicalmente assistito per i malati, approvando la legge “Liberi subito” promossa dall’Associazione Luca Coscioni. Questa legge stabilisce procedure e tempistiche per l’assistenza alla morte volontaria, evitando lunghe attese in situazioni di sofferenza insopportabile.
I favorevoli e i contrari
Il Consiglio regionale ha approvato la legge con una maggioranza, sostenuta dal PD (eccetto la consigliera Lucia De Robertis), Iv, M5S e dal gruppo Misto. L’Associazione Coscioni ha accolto con entusiasmo la decisione, evidenziando che la legge rappresenta un passo avanti in termini di civiltà, prevenendo sofferenze come quella di Gloria, una donna che in Toscana ha atteso a lungo prima di ricevere risposta alla sua richiesta. Tuttavia, la legge ha suscitato critiche da parte di oppositori, come il movimento Pro Vita, che la definisce “barbara e disumana”, con molti parlamentari di FdI che ne hanno messo in discussione l’incostituzionalità. All’interno del PD, Paolo Ciani ha espresso dissenso, in particolare per la decisione di lasciare la gestione del fine vita alla discrezionalità regionale, in contrasto con la lotta contro l’autonomia differenziata.
Il contenuto della legge
La legge prevede che una commissione multidisciplinare verifichi i requisiti del malato entro 20 giorni dalla richiesta, con l’attuazione del suicidio assistito entro 10 giorni e il supporto sanitario garantito entro 7 giorni, tutto a carico del sistema sanitario, con una dotazione annua di 10mila euro per tre anni. Inoltre, sono stati approvati ordini del giorno per valorizzare le cure palliative e per richiedere un intervento legislativo nazionale. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha sottolineato che questa legge potrebbe incoraggiare il legislatore nazionale a rispondere alla Corte Costituzionale.




















