Il segretario nazionale dell’Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, evidenzia che l’estate peggiora la già precaria situazione organizzativa: nell’arco delle prossime cinque settimane si prevede un aumento della carenza medici del circa 20% nei reparti italiani.
I medici rimasti devono scalare con sacrifici eccezionali garantendo turni su turni, reparti accorpati e meno medici di guardia: “Chi resta fa salti mortali… i servizi restano aperti, a prezzo di enormi sacrifici”. Molti rinunciano o riducono le ferie, con oltre 5 milioni di giornate non godute accumulate senza recupero economico.
Effetti concreti su accesso e qualità delle cure
La perdita di organico non è senza conseguenze: l’assenza programmata per ferie si aggiunge a un taglio strutturale che, negli ultimi dieci anni, ha eliminato 35.000 posti letto e 10.000 medici. Il blocco spartiacque delle assunzioni, fermo ai livelli di spesa del 2004 meno l’1,4%, amplifica la criticità. Di Silverio segnala anche un vuoto normativo: l’ultimo decreto che indica i fabbisogni medici risale al 1988, ignorando da trent’anni l’evoluzione della domanda sanitaria tra invecchiamento e cronicità.
Urgenza, burnout e medici a gettone
Secondo fonti come Doctor33 e ADNKronos, il fenomeno investe anche i Pronto Soccorso, dove il burnout supera il 65%, con medici che spesso non vanno in ferie da oltre un anno e sopportano turni fino a 60 ore settimanali. La situazione è aggravata dalla scadenza (31 luglio) dei contratti dei cosiddetti medici “gettonisti”, che coprono fino all’80 % dei turni in molte aree, senza possibilità di rinnovo. Simeu e Fnomceo sollecitano un piano straordinario per valorizzare il personale e riconoscere il burnout come malattia professionale.
Oltre l’emergenza: serve un piano strutturale
Le sigle mediche e sindacali chiedono misure urgenti e strutturali:
- Ricontrattazione della spesa per consentire nuove assunzioni oltre i limiti attuali;
- Aggiornamento dei fabbisogni in linea con la realtà sanitaria contemporanea, superando il decreto del 1988;
- Iniziative dedicate a burnout e welfare: il Ministro Schillaci lo ha definito “segno di responsabilità”, ma richiede supporti adeguati




















