In Italia, il tumore alla prostata ha colpito, nel 2022, circa 41mila persone, generando 564 mila malati in tutto il paese: questi numeri fanno così di questa patologia il secondo tipo di cancro più comune e il quarto più diffuso al mondo.
Il nuovo radiofarmaco
La diagnosi sembra avere un nuovo alleato: il kit a freddo del ‘Psma-11’ per la radiomarcatura con ‘Gallio 68’. Il suddetto farmaco, che ha ottenuto lo scorso febbraio la concessione del brevetto nazionale, è stato messo a punto da un gruppo di ricercatori del dipartimento di Farmacia dell’Aldo Moro di Bari e della società Beforpharma, grazie al supporto dei finanziamenti del bando IannoNetwork. La tecnologia è stata presentata nell’ateneo barese alla presenza del rettore Stefano Bronzini, del CEO di Beforpharma, Roberto La Forgia e del docente di Tecnologie Farmaceutiche e normativa dei medicinali dell’università di Bari, Nunzio Denora.
Le dichiarazioni
«Il radiofarmaco viene iniettato per via endovenosa e aiuta la diagnosi del tumore alla prostata perché si localizza a livello della lesione tumorale evidenziandola», spiega Nunzio Denora. «La fase clinica di sperimentazione è stata progettata – prosegue – e a breve il farmaco entrerà nelle cliniche. Una volta conclusa la fase sperimentale sarà fruibile da parte della medicina nucleare».
La Forgia aggiunge che: «Il farmaco supera alcuni attuali limiti nel settore. Per usarlo basta una singola procedura, si conserva a temperatura ambiente e ha un ph completamente compatibile con quello dei pazienti. Una volta iniettato, visualizza in modo selettivo la lesione tumorale». Al momento potrà dunque essere utilizzato in ambito diagnostico, anche se «l’obiettivo è avviare la sperimentazione anche per il suo uso terapeutico», conclude il CEO di Beforpharma.




















