Urso: “Oggi ndustria farmaceutica è centrale e strategica su scala globale. Dobbiamo sviluppare investimenti e utilizzare strumenti che già abbiamo. La politica industriale italiana deve essere al passo“

«Oggi l’industria farmaceutica è centrale e strategica su scala globale. Dobbiamo sviluppare investimenti nel settore e attrarne di nuovi e utilizzare al meglio gli strumenti che abbiamo. La politica industriale italiana deve essere al passo». Così il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a margine del primo tavolo per il settore farmaceutico e biomedicale, presieduto insieme al ministro della Salute Orazio Schillaci, alla presenza dei rappresentanti delle aziende farmaceutiche e biomedicali, della Conferenza Stato-Regioni e di sindacati e associazioni di categoria.

«La pandemia – ha continuato Urso – ci ha insegnato quanto importante sia l’industria farmaceutica e quanto necessario sia raggiungere una autonomia strategica su ricerca e approvvigionamenti. Per questo è importante il coordinamento tra il sistema sanitario e quello industriale». «Si tratta di un tavolo molto importante – ha aggiunto Schillaci – dall’innovazione in campo farmacologico e farmaceutico possono venire nuove cure per i malati, come è stato dimostrato soprattutto nel periodo che abbiamo appena vissuto. Sarà, quindi, molto utile un confronto con tutti gli stakeholder del settore».

L’iniziativa scaturisce dalla necessità di aumentare gli investimenti in salute, crescita, occupazione e sicurezza, anche alla luce della strategicità del settore in Italia e in Europa. Da qui il bisogno – sottolineano dal MIMIT – di definire una nuova politica industriale in grado di attrarre investimenti nel nostro Paese, in linea con una dinamica internazionale di grande cambiamento del farmaceutico, che negli ultimi anni ha visto i leader mondiali contendersi lo sviluppo della filiera.

In questo scenario “è diventato essenziale un profondo cambiamento verso politiche volte ad aumentare l’autonomia strategica dell’Italia e azioni per incrementare gli investimenti delle aziende del settore”.

L’industria farmaceutica in Italia conta più di 235 aziende con almeno 10 addetti, seppur distribuite in modo sbilanciato sul territorio nazionale, con il centro-nord che ospita l’87% delle imprese e il 91% degli addetti. Le prime 5 regioni per addetti sono Lombardia (24 mila addetti diretti, 53 mila con i fornitori diretti), Lazio (13 mila addetti diretti, 29 mila con i fornitori diretti), Toscana (7 mila addetti diretti, 16 mila con i fornitori diretti), Emilia Romagna (5 mila addetti diretti, 11 mila con i fornitori diretti) e Veneto (5 mila addetti diretti, 10 mila con i fornitori diretti).