In un’ampia intervista rilasciata al Tg1 Mattina il Ministro della Salute Orazio Schillaci fa il punto sulle questioni in sospeso: dallo stato di attuazione della Missione 6 Salute del Pnrr alla nuova campagna vaccinale Covid, dai nuovi test di ingresso a Medicina fino all’autonomia differenziata.

Tra i primi argomenti affrontati la notizia che in questi giorni ha esaltato la comunità scientifica: il futuro vaccino per curare infarti e tumori. “Siamo probabilmente a una svolta per malati oncologici e persone affette da malattie cardiovascolari, ci vorrà del tempo, ma è importante ribadire l’importanza della ricerca. La speranza e’ quella di avere vaccini efficaci per combattere il cancro, che rimane un big killer “, ha spiegato Schillaci

Sull’Autonomia differenziata il responsabile del Dicastero di via Lungotevere Ripa ha precisato che sarà “un’occasione per far sì che ci sia, da parte del ministero, un maggiore controllo su cio’ che fanno le regioni, e per accompagnare le regioni in difficolta’, che avranno anche esempi virtuosi da seguire”.

Domani ci saranno i nuovi test di medicina e il Ministro ha voluto sottolineare che non ci sarà un superamento del numero chiuso, ma un allargamento del numero programmato”, e credo da quest’anno “il numero degli iscrivibili aumenterà di una quota compresa tra il 20 e il 30 per cento”.

Una riflessione anche sul Covid e sulla nuova campagna vaccinale. “Abbiamo una scorta di vaccini anti-Covid anche superiore alle nostre necessità. Dopo 3 anni di sofferenze, la pandemia la abbiamo lasciata alle spalle e i dati che abbiamo sono moto rassicuranti. È chiaro che ci sarà una vaccinazione che consiglieremo ai pazienti fragili e agli anziani”

Nel corso dell’intervista al Tg1 Schillaci è tornato nuovamente sul tema della medicina difensiva e della colpa medica. “Credo sia giusto e auspicabile – precisa – che tutti i pazienti facciano gli esami che servono loro e bisogna evitare esami inutili che allungano le code e creano problemi sistema sanitario nazionale. Quello sulla depenalizzazione sarà un provvedimento non tanto e non solo per i medici ma soprattutto per i pazienti.

“Il termine del Piano nazionale di ripresa e resilienza è il 2026: stiamo lavorando per rispettare tale scadenza, ma non erano previsti fondi per personale e apparecchiature. Il Pnrr – ha spiegato infine il ministro – è una importante iniziativa per modernizzare la sanità. Da un lato rafforziamo la medicina del territorio e dall’altro sviluppiamo la digitalizzazione con la telemedicina”.