Secondo un’analisi condotta dal Centro Studi della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) in collaborazione con l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, i medici di famiglia sono preoccupati per l’uso “in solitario” dell’intelligenza artificiale in sanità.
Le rilevazioni effettuate nell’ambito dell’indagine hanno riguardato la spesa affrontata dalla professione per i sistemi ICT, l’utilizzo della telemedicina e degli strumenti digitali per la comunicazione, delle App mediche per i pazienti e dell’intelligenza artificiale.
I dati
Lo studio conferma che i medici di famiglia fanno già uso delle risorse della telemedicina (il 41% la televisita, il 33% la teleassistenza) o dichiarano il proprio interesse a farlo nel futuro (il 66% di coloro che ancora non utilizzano i sistemi di telemedicina dichiara di essere propenso a farlo in futuro).
Quanto alla comunicazione con i propri assistiti, il campione dichiara di utilizzare ampiamente le app di messaggistica istantanea (73%), anche se in prospettiva futura solo il 43% sostiene di voler continuare ad impiegare questi mezzi. Maggiore interesse emerge invece nei confronti di altre piattaforme dedicate all’uso sanitario (38% di utilizzo attuale), che diventano oggetto di interesse per un futuro per il 70% del campione.
Guardando al dettaglio dei servizi ormai ampiamente digitalizzati: il 93% dichiara di utilizzare sistemi informatici per inviare ricette elettroniche, il 92% per ricevere richieste da parte dei pazienti, l’85% per condividere chiarimenti su terapie e farmaci e il 79% per scambiare informazioni sullo stato di salute.
Inoltre, il 43% del campione riferisce di aver consigliato piattaforme dedicate per controllare parametri vitali o clinici, il 42% per incentivare l’attività fisica, il 40% l’aderenza terapeutica e il 36% per migliorare l’alimentazione.
Le preoccupazioni dei medici di famiglia
E tuttavia, Il 72% dei medici è allarmato per l’uso inappropriato che i pazienti potrebbero fare di tali strumenti senza la guida del medico di base, affidandosi semplicemente all’intelligenza artificiale.
«Ne emerge un quadro in cui il medico di famiglia sembra fare affidamento, oramai strutturalmente, sulla tecnologia nella gestione della propria professione – sottolinea Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi della FIMMG – Il medico sta maturando, per le diverse soluzioni tecnologiche disponibili, delle consapevolezze che permettono di distinguere efficacemente benefici e opportunità rispetto ai possibili rischi. Anche rispetto a nuovi scenari, come quelli basati sugli algoritmi dell’intelligenza artificiale, il medico di famiglia sembra essere in grado di apprezzarne i vantaggi, ma anche di individuare pericoli e criticità».
«Tra i medici di famiglia, risulta consolidato il ruolo di strumenti digitali tradizionali e non specifici per la Sanità, come l’e-mail e le App di messaggistica istantanea (es. WhatsApp) – continua Chiara Sgarbossa, Direttrice dell’Osservatorio Sanità Digitale – Tuttavia, le piattaforme di comunicazione dedicate all’uso sanitario sono tra gli strumenti di maggiore interesse per il futuro: la possibilità di gestire su un unico strumento più funzionalità utili per la gestione dei pazienti e nel rispetto della privacy è tra i benefici maggiormente riconosciuti. Inoltre, tali strumenti permettono di separare i canali di comunicazione personali da quelli professionali, evitando l’utilizzo inappropriato ad oggi associato alle App ‘generaliste’ di messaggistica istantanea».




















