Il rapporto tra sanità pubblica e sanità privata è un tema al centro dei dibattiti politici e mediatici, una questione di stretta attualità che divide e su cui spesso, in maniera consapevole o meno, si fa molta confusione.
Ne è convinto Giuseppe Puntin, presidente dell’Associazione Ospedalità Privata del Veneto, che ha voluto far chiarezza su alcuni dei punti che provocano le principali discussioni tra cui quello relativo alla differenza tra il cosiddetto privato convenzionato e il privato puro.
La premessa del presidente Puntin
“La premessa – afferma Puntin – è che il nostro Sistema Sanitario Nazionale è composto da strutture pubbliche e strutture private “accreditate” che, congiuntamente, concorrono a fornire l’assistenza sanitaria pubblica, secondo principi di universalità, equità di accesso e libertà di scelta del luogo di cura. A livello nazionale le strutture ospedaliere “accreditate” rappresentano poco meno del 30% dei posti letto del servizio sanitario e forniscono un importante contributo al sistema considerato che con il 12% delle risorse del Fondo ospedaliero danno assistenza al 26% dei pazienti ricoverati”.
Il tema delle prestazioni
Le premesse portano Puntin ad affrontare il tema dell’apporto in termini di prestazioni “Quelle erogate dalle strutture private accreditate sono esclusivamente quelle stabilite dalla programmazione sanitaria regionale che vengono pagate alla struttura sanitaria erogante con una specifica tariffa e con un limite massimo di spesa, operando la stessa con prestabiliti limiti invalicabili. Al contrario invece gli ospedali pubblici sono finanziati in toto per i costi sostenuti. É doveroso ricordare come a livello nazionale l’attività degli ospedali accreditati è bloccata per legge ai livelli di spesa del 2011, e nella nostra regione è ferma ai livelli del 2005, salvo per le risorse destinate al recupero delle prestazioni e per specifiche attività oncologiche. Il che sta a significare che, una volta terminato il budget destinato alla singola struttura sanitaria accreditata, la stessa non potrà più erogare ulteriori prestazioni per conto del sistema sanitario”.
La mancanza delle risorse
Nel corso degli ultimi anni lo Stato ha destinato sempre meno risorse al settore sanitario ma contestualmente sono aumentati i bisogni sanitari tipici di una società sempre più anziana e altresì moderna ed evoluta che ricerca le migliori cure sanitarie.
Tali fattori hanno portato inevitabilmente il Sistema Sanitario in sofferenza. I cittadini, non trovando più le risposte di assistenza sanitaria di cui hanno bisogno nel sistema sanitario nazionale vanno a cercarle dove le trovano, e quindi nel privato puro a pagamento.
Per Puntin “Un conto, dunque, è il ruolo della sanità privata non convenzionata con le ULSS che opera legittimamente in un regime liberistico al di fuori del Servizio Sanitario Nazionale, altro è invece il ruolo della sanità privata convenzionata che opera in nome e per conto del SSN. Questo elemento nel dibattito pubblico dovrebbe essere ben chiaro e tenuto in grande considerazione. Il nostro Servizio Sanitario Nazionale è infatti pubblico perché grazie alla fiscalità generale lo Stato garantisce accesso alle cure in egual misura a tutti i cittadini attraverso le istituzioni di diritto pubblico e quelle di diritto privato accreditato. Gli ospedali privati accreditati con il Servizio Sanitario operano in un contesto regolamentato dalla programmazione regionale”.
L’ospedalità privata in Veneto
“Nella regione Veneto – conclude Puntin – l’ospedalità privata accreditata ha sempre cercato di operare in misura responsabile collaborando con le istituzioni pubbliche e facendosi carico delle difficoltà. È tuttavia ora inderogabile rivedere le disposizioni che regolamentano i finanziamenti per la copertura dei bisogni di cura dei nostri cittadini. É oggi più che mai necessaria una revisione profonda, non tanto dei principi di universalità e solidarietà che hanno ispirato il nostro sistema sanitario nazionale, ma dei criteri di organizzazione e gestione del sistema sanitario sulla scorta di una domanda crescente di salute rispetto a risorse finanziarie sempre meno adeguate”.




















