Riforma farmaceutica UE accordo su tutele, iter più rapidi e misure anti-carenze, ma l’industria contesta la competitività

Sul Testo unico farmaceutica la Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi territoriali (SIFO) chiede che la filiera possa contribuire alla scrittura dei decreti attuativi entro il 31 dicembre 2026, indicando priorità su distribuzione, approvvigionamenti e continuità delle cure. L’appello è arrivato alla Camera, in un incontro nella Sala della Lupa con il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e promosso dal vicepresidente della Commissione Affari sociali Luciano Ciocchetti.

Testo unico farmaceutica, la “delega” e la scadenza del 2026

Il perno della riforma è una legge delega che affida al Governo il riordino e la razionalizzazione delle norme sul settore, attraverso uno o più decreti legislativi da adottare entro fine 2026. L’impianto punta a mettere ordine in un quadro regolatorio stratificato, con un testo coordinato su accesso al farmaco, controllo della spesa e rafforzamento dell’assistenza sul territorio.

Nel testo della delega, l’articolo dedicato ai criteri specifici prevede – tra l’altro – la revisione della disciplina distributiva, l’adeguamento dei tetti di spesa e dei meccanismi di payback, e l’implementazione dei sistemi informativi per integrare dati su prescrizione, dispensazione e stock, anche in ottica di monitoraggio delle carenze.

In questo contesto, SIFO rivendica il ruolo dei farmacisti ospedalieri e territoriali come “snodo tecnico” tra innovazione terapeutica e presa in carico dei pazienti, chiedendo che il contributo professionale entri nella fase di stesura dei decreti, non solo nella discussione di principio.

verso una revisione “condivisa”

Tra i capitoli considerati prioritari da SIFO c’è la riorganizzazione dei canali distributivi dei medicinali, tema che incide direttamente su disponibilità, tempi e uniformità di accesso. La società scientifica richiama un documento tecnico congiunto elaborato con FOFI, Federfarma e Assofarm, presentato come base di lavoro per una revisione “di sistema”.

La delega, dal canto suo, indica esplicitamente la revisione della distribuzione anche con l’obiettivo di favorire produzione interna di principi attivi ed eccipienti, con attenzione particolare a pazienti con patologie rare, croniche o invalidanti e alla disponibilità di preparazioni galeniche quando necessarie.

Nel dibattito rientrano anche la gestione delle carenze di farmaci e la necessità di flussi informativi tempestivi: la bozza di delega prevede infatti integrazione dei dati del Sistema Tessera Sanitaria e un obbligo di comunicazione rapida in caso di interruzione della commercializzazione.

proposta di “centrale unica” per evitare duplicazioni

Altro nodo, secondo SIFO, è l’approvvigionamento di farmaci innovativi e di terapie per malattie rare, dove procedure frammentate e bandi ripetuti possono tradursi in tempi diversi tra Regioni. L’ipotesi avanzata è l’individuazione, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di una Centrale Unica di Committenza per procedure nazionali, con l’obiettivo di ridurre duplicazioni e favorire accesso simultaneo e omogeneo.

A sostegno della linea, SIFO richiama anche un lavoro svolto con la Federazione delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FARE) su un modello unico di approvvigionamento per farmaci coperti da brevetto con indicazioni esclusive, innovativi e orfani, pensato per superare l’attuale frammentazione.

Sul piano istituzionale, la delega prevede che per alcuni profili – inclusi aspetti regionali della distribuzione e la disciplina del payback – i decreti siano adottati previa intesa in Conferenza unificata, segnalando una regia che dovrà comporre esigenze nazionali e autonomie locali.

“responsabilità ospedaliera” e continuità delle cure

Nel pacchetto di osservazioni, SIFO pone un accento specifico su galenici e radiofarmaci: il processo di allestimento e distribuzione – sostiene – dovrebbe essere ricondotto sotto la responsabilità delle farmacie ospedaliere, in coerenza con la gestione degli altri farmaci impiegati in ambito ospedaliero.

La prospettiva dichiarata è doppia: da un lato garantire nei centri ospedalieri l’accesso a terapie ad alto contenuto tecnologico; dall’altro assicurare sul territorio un accesso uniforme alle terapie per la cronicità, in sinergia con le farmacie di comunità.

La delega, parallelamente, punta a rafforzare il ruolo delle farmacie territoriali come presidi di prossimità e a sostenere servizi e integrazione con la rete assistenziale, includendo anche attività di telemonitoraggio e presa in carico, con l’obiettivo di migliorare accessibilità e continuità delle cure.